Delikado

15 settembre 2022

h.20:30

Concorso Internazionale

Breve Sinossi:

Il film, presentato in anteprima lo scorso aprile all’Hot Docs Canadian Intl. Documentary Festival, rappresenta il debutto alla regia del pluripremiato giornalista Karl Malakunas.  “Delikado” si svolge nelle Filippine, sull’isola di Palawan, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, dove si trova una delle foreste pluviali più antiche, estese e diversificate del mondo. È anche “l’ultima frontiera ecologica” del Paese e uno dei luoghi più letali al mondo per i difensori della terra, dopo il Brasile, il Congo e la Colombia. Il film segue tre leader – un avvocato carismatico, un ex taglialegna illegale e un politico senza paura – mentre lavorano con le comunità indigene che cercano di salvare le loro risorse naturali, sempre più preziose, dal saccheggio.Delikado offre anche un’esposizione della “guerra alla droga” del presidente Rodrigo Duterte nelle Filippine, che ha causato migliaia di vittime, mostrandola soprattutto come uno strumento per Duterte e i suoi alleati per controllare le leve del potere economico e politico. Un documentario d’inchiesta che narra una storia intima di attivismo ambientale pratico e la rivelazione della vera portata della guerra alla droga di Rodrigo Duterte si intersecano nel documentario Delikado che segue tre eroi che lottano per difendere la terra e le foreste pluviali dal disboscamento illegale, dalla pesca e dall’espansione distruttiva del turismo sancita dal governo filippino.

TRAILER

Regia: Karl Malakunas
Produzione: Thoughtful Robot Productions, ITVS & POV
Produttore: Marty Syjuco, Michael Collins, Kara Magsanoc-Alikpala
Montaggio: Michael Collins, Eric Daniel Metzgar
Fotografia: Tom Bannigan ACS
Durata: 94
Paese: Stati Uniti, Australia, Filippine, Regno Unito, Hong Kong
Anno: 2022
Contatti: pavel@anthropictures.cz, veronika@pandistan.net

Note di Regia:

Tu e io viviamo nell’Era delle Conseguenze, ma c’è un progetto di resistenza che va intrapreso insieme. È il programma dell’emancipazione e liberazione delle cosiddette risorse e materie prime, compresi gli umani. È l’aspirazione di usare il cinema come strumento per fondere diversi realismi, di elaborare un doveroso dolore ambientale, e […] di usare la vulnerabilità intrinseca dell’esistenza come una potente macchina politica.