Yo (Love is a rebellious bird)
17 settembre 2026
h. 21:00
Concorso Internazionale
Breve Sinossi:
Presentato in anteprima mondiale al 76° Festival internazionale del cinema di Berlino e vincitore dell’Orso d’argento per il miglior contributo artistico, “Yo (Love is a Rebellious Bird)” esplora l’amicizia tra la regista Anna Fitch e Yolanda “Yo” Shea, artista svizzera di cinquant’anni più grande.
Alla fine degli anni ’90, Anna e Yo – divise da cinquant’anni di età – intrecciano un legame profondo che sfida ogni distanza generazionale. Quando la salute di Yo inizia a declinare, Anna decide di trasformare il loro rapporto in un film, ottenendo dall’amica la piena libertà di ritrarre senza filtri la vecchiaia, la malattia e la verità nuda di un’esistenza fuori dagli schemi. Dopo la scomparsa di Yo, Anna si confronta con il peso dell’assenza attraverso un atto creativo ossessivo: per dieci anni, costruisce una replica in scala 1:3 della casa dell’amica – uno spazio minuzioso, grande abbastanza da permettere ad Anna di varcarne la soglia – al cui interno vive una marionetta di Yo alta 20 pollici, vera coprotagonista delle storie raccontate. Intrecciando le riprese dell’ultimo anno di vita di Yo con le ricostruzioni visive del suo passato, il documentario ripercorre la biografia di una donna nata in Svizzera nel 1924, che ha vissuto secondo le proprie regole, sfidando le convenzioni su maternità, sessualità e morte.
Note di Regia:
Dopo la morte di Yo, per molto tempo non sono riuscita a riguardare il materiale girato. Mi sono rifugiata negli oggetti che aveva lasciato e ho iniziato a costruire una riproduzione in scala 1:3 della sua casa. Nel film, quello spazio diventa un portale tra passato e presente, memoria e immaginazione. Attraverso questo processo creativo ho trovato un modo per continuare il nostro dialogo, ed è in questo mondo magico che prende vita il film. Il racconto si sviluppa attorno a cinque storie che Yo mi ha affidato sul suo passato. Attraverso mondi in miniatura, pupazzi e diorami, diamo forma ai suoi ricordi e ai momenti di trasformazione che hanno segnato la sua vita. Costruire questi oggetti è diventato per me un modo di elaborare il lutto e di continuare a portare Yo con me nei dieci anni successivi alla sua scomparsa.

