Sulle ali dell’amicizia
19 settembre 2026
h. 15:45
Concorso italiano – Lungometraggi
Breve Sinossi:
L’anno scolastico 2005-2006 segna per Michele, studente al liceo scientifico di Forte dei Marmi, l’inizio di un legame speciale. Nonostante la disabilità che lo accompagna dalla nascita e il timore di rimanere escluso, Michele stringe infatti con i compagni di classe un’amicizia che supera ogni convenzione, trasformando l’inclusione in una pratica spontanea e irriverente. A distanza di vent’anni, quel gruppo è ancora unito da una sfida ambiziosa: aiutare Michele a conquistare la vetta del Monte Forato, nelle Alpi Apuane, il suo sogno più grande.
“Sulle ali dell’amicizia” è il diario di questa impresa. Attraverso un montaggio che intreccia anni di filmati d’archivio girati spontaneamente dal gruppo durante le loro escursioni con riprese inedite, il film documentario restituisce la forza di un viaggio che trascende la sfida sportiva. È il racconto intimo di come un legame autentico possa farsi motore collettivo, capace di trasformare un sogno apparentemente impossibile in una conquista condivisa.
Note di Regia:
Conobbi Michele Nicola Corfini qualche anno fa ad un convegno, a Pisa, mentre stavo finendo il mio dottorato. A quel tempo, non avevo idea del rapporto che avesse con la natura e con la montagna. Come regista e produttore sono sempre in cerca di storie che valgano la pena di essere raccontate, con un valore etico e che possano far capire al pubblico determinati valori. Michele, sapendo che di professione sono un regista, mi chiamò nel luglio del 2023 raccontandomi la sua passione per la montagna e la natura. I suoi racconti mi colpirono a tal punto che fui desideroso di conoscere il suo gruppo di amici e partii quasi immediatamente da Trieste per la Versilia. Inoltre, in quell’occasione, mi disse che aveva dei video e foto delle loro escursioni, realizzati in tutti questi anni dai suoi amici. Da qui, l’idea di unire delle interviste e delle riprese professionali, fatte in loco, con dei video realizzati da loro mi sembrò un’ottima occasione per girarne un documentario emotivamente forte. La passione e l’entusiasmo di Michele e dei suoi amici è contagiosa e ancora di più sono le motivazioni e le implicazioni comunicative e sociali che mi hanno spinto a dire: “Facciamolo! Raccontiamo questa storia”.

