Monte Calvario

19 settembre 2026

h. 14:30

Concorso italiano – Lungometraggi

Breve Sinossi:

Tra le vette delle Ande, il villaggio di Capitan Pastene (Cile) celebra le proprie radici italiane attraverso una festa che si muove in bilico tra memoria e messa in scena. Ogni anno, la piazza si anima di decorazioni e colori per rievocare lo sbarco dei coloni italiani arrivati a inizio Novecento: sui carri, accanto al tricolore italiano, sventolano le bandiere cilena e Mapuche. Dietro questa narrazione ufficiale di integrazione e convivialità, tuttavia, emergono crepe profonde. La convivenza tra la comunità italiana, quella cilena e il popolo indigeno Mapuche è segnata da tensioni antiche, aggravate da un sistema economico locale che vede nell’espansione incontrollata delle piantagioni di eucalipto una minaccia all’equilibrio del territorio e alla sopravvivenza delle risorse locali. “Monte Calvario” indaga la complessità di questa fragile convivenza, in un Paese ancora alla ricerca della propria identità tra radici indigene rinnegate e retaggi occidentali. In un luogo ai confini del mondo, la narrazione segue il difficile tentativo di dialogo tra le parti, ponendo al centro l’urgenza di comprendere le ferite di un territorio che cerca, tra tante contraddizioni, una strada comune verso la pace.

TRAILER

Regia:  Daniele Stocchi
Produzione:  Limbo Film, Waterclock, Piroetta
Produttore:  Stefano Chiavarini, Andrea Garofalo, Berardo Carboni
Montaggio:  Daniela Mancinelli
Fotografia:  Giuseppe Chessa, Luca Arseni
Durata: 55′
Paese: Italia
Anno: 2026

Note di Regia:

Capitán Pastene è un microcosmo dove il passato non è semplice memoria, ma architettura del presente. La dimensione intima del borgo mi ha permesso di abitare le case dei protagonisti, osservando come le loro vite si intreccino come radici in un terreno conteso. José incarna questa frattura: uomo che ha servito l’industria che ha svuotato la sua terra, porta in sé il paradosso di un’eredità lacerante. Il film è soprattutto la sua confessione, un atto di liberazione che trasforma il racconto in pura resistenza.