Trieste e gli anni della psicoanalisi

11 settembre 2025

h. 16:15

Concorso italiano – Lungometraggi

Breve Sinossi:

Dopo la Prima Guerra Mondiale, Trieste è una città dilaniata: i tedeschi se ne sono andati, sostituiti da immigrati italiani. La guerra ha lasciato lutti e disgregazione economica. Da porto dell’Impero è diventata uno dei tanti porti italiani. Tutto è da ricostruire, a partire dall’identità. Gli irredentisti ora faticano a riconoscersi italiani. E qui accade il paradosso: dopo essersi staccata da Vienna, importa da lì una corrente destinata a segnarla profondamente, la psicanalisi. La Trieste di allora rivive negli archivi documentali, fotografici e filmici, alternati a immagini attuali, stranianti: la città appare uguale, ma è mutata nell’essenza, e fatica a riconoscersi nell’imprinting lasciato da Svevo, Saba, Joyce, Fini, Castelli, Bazlen, Dorfles. Perché? Il film dovrà rispondere.

TRAILER

Regia: Giampaolo Penco
Produzione: Videoest
Produttore: Alessio Bozzer, Giampaolo Penco
Montaggio: Christopher Scherlich
Fotografia: Mauro Zocchi
Durata: 60′
Paese: Italia
Anno: 2024

Note di Regia:

Ho racchiuso Trieste nel giardino pubblico dove andavo a giocare da bambino, ed ero intimorito dai busti di bronzo e di pietra dei triestini illustri. Ho immaginato che potessero parlare, raccontare la storia del loro rapporto con la città. Sono andato a cercare negli archivi le loro voci, e ho trovato, che il leit-motiv della loro vita era stato la ricerca identitaria. Manca l’amalgama, il tipo fuso di bazleniana memoria, e ormai da tre o quattro generazioni noi triestini abbiamo vite personali con fratture piccole e grandi mai composte, per questo difficili da analizzare tanto sono impregnate di contraddizioni.