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	<title>Visioni dal Mondo</title>
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	<description>Immagini dalla Realtà - Festival Internazionale del Documentario</description>
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		<title>CHANTE TON BAC D’ABORD (We Dit It on A Song)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 18:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime Fuori Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[Chante Ton Bac d’Abord racconta la storia tumultuosa di un gruppo di amici di Boulogne-sur- Mer, una città duramente colpita dalla crisi economica.]]></description>
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			<p>regia di <strong>David André</strong><em><br />
domenica 13 dicembre 2015, h.14.30 &#8211; Sala Tiglio</em></p>

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			<p>Chante Ton Bac d’Abord racconta la storia tumultuosa di un gruppo di amici di Boulogne-sur- Mer, una città duramente colpita dalla crisi economica. Un anno tra sogni e disillusioni raccontate attraverso l’immaginario di un gruppo di adolescenti della classe operaia o la classe media, con una colonna sonora che aggiunge poesia, allegria e commozione alla dura realtà raccontata nel film.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia:</strong> David André<br />
<strong>Produttore:</strong> Emmanuel Francois<br />
<strong>Produzione: </strong>Brotherfilms<br />
<strong>In collaborazione con:</strong> France 2<br />
<strong>Montaggio:</strong> Bruno Joucla<br />
<strong>Fotografia:</strong> Thibault Delavigne<br />
<strong>Distribuzione Internazionale:</strong> Cat&amp;Docs<br />
<strong>Durata:</strong> 82’<br />
<strong>Paese:</strong> Francia<br />
<strong>Anno:</strong> 2013</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="http://www.catndocs.com"><em>http://www.catndocs.com</em></a></p>

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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147313451" width="1150" height="647" frameborder="0" title="Chante ton bac d&#039;abord (We did it on a song)" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
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			<hr />
<p><em>“Ho fatto altri film su temi sociali e la mia intenzione era di produrre un lavoro poetico sulle speranze della generazione dei ragazzi diciottenni. Questo documentario è la storia di un gruppo di buoni amici che finisce le scuole superiori, e dei loro genitori, appartenenti alla classe lavoratrice, che vivono a Boulogne-sur- Mer, una piccola cittadina francese. Abbiamo filmato per un anno, ho studiato i sogni dei giovani e le aspettative dei loro genitori ed ho voluto mostrare la frattura tra di loro. Dopo un anno che mi trovavo tra i giovani e ne ero diventato un amico stretto, e dopo che loro avevano deciso che avrebbero iniziato a scrivere, abbiamo deciso che quei testi sarebbero diventate canzoni, e che le avremmo filmate interpretandole e facendole diventare delle vere scene, reali. Fino all&#8217;ultimo giorno di editing, però, io non sapevo se sarei mai stato in grado di finire il film o se mi avrebbero rinchiuso in una clinica psichiatrica. La nostra collaborazione però si è rivelata molto interessante, e il risultato fu poetico e sincero. Commentando il suo rapporto con le persone che ha filmato il regista ha detto: “Ho passato un sacco di tempo a costruire relazioni di fiducia, sincere con queste persone. Il punto fondamentale è quello di trovare un punto di incontro tra ciò che tu vuoi dagli altri e quello che loro pensano tu voglia. La mia più grande ansia era se avrebbero apprezzato il film. Gliel’ho mostrato un mese fa e sono stati molto soddisfatti”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(David André)</p>

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		<item>
		<title>THE SWEDISH THEORY OF LOVE (La Teoria Svedese dell’amore)</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/the-swedish-theory-of-love-la-teoria-svedese-dellamore/</link>
		<comments>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/the-swedish-theory-of-love-la-teoria-svedese-dellamore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 18:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime Fuori Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria svedese dell'Amore scava nella vera natura dello stile di vita svedese, esplorando i buchi neri di una società che ha creato le persone più autonome in tutto il mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid">
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			<p>regia di <strong>Erik Gandini</strong><em><br />
sabato 12 dicembre 2015, h.21.00 &#8211; Sala Tiglio</em></p>

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			<p>La Svezia è il Paese conosciuto da tutto il mondo per avere una società perfettamente organizzata , un modello grezzo e simbolo delle più alte conquiste del progresso umano. La teoria svedese dell&#8217;Amore scava nella vera natura dello stile di vita svedese, esplorando i buchi neri di una società che ha creato le persone più autonome in tutto il mondo.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Erik Gandini<br />
<strong>Sceneggiatura: </strong>Erik Gandini<br />
<strong>Produttori: </strong>Erik Gandini, Juan Pablo Libossa<strong><br />
Produzione: </strong>Fasad AB<br />
<strong>Durata:</strong> 90’<br />
<strong>Paese:</strong> Svezia<br />
<strong>Anno:</strong> 2015</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="http://www.nonstopentertainment.com/swedish-theory-of-love/">http://www.nonstopentertainment.com/swedish-theory-of-love/</a></p>

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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/144493870?app_id=122963" width="1150" height="647" frameborder="0" title="The Swedish Theory of Love (2015) &ndash; Trailer" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></div>
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			<hr />
<p><em>“Il film solleva l&#8217;affascinante questione del perché una vita vissuta con la garanzia di essere sicura, serena, dovrebbe rivelarsi così insoddisfacente . Alcuni svedesi stanno mettendo in atto una coraggiosa resistenza : i giovani stanno organizzando raduni nei boschi per potersi arrendersi alle emozioni e alle affettuosità; e un chirurgo di successo si è trasferito in Etiopia dove, nonostante la mancanza di ricchezza materiale, ha riscoperto il valore della comunità. In conclusione, il sociologo Zygmunt Bauman spiega perché una vita senza problemi non è necessariamente una vita felice”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Erik Gandini)</p>

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		<title>YALLA! NEW MEDIA AND PEACE (Yalla! I nuovi media e la pace)</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/yalla-new-media-and-peace-yalla-i-nuovi-media-e-la-pace/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 17:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[In che modo i media tradizionali influenzano l’interpretazione degli scenari di guerra in Medio Oriente? Si limitano a interpretare o fanno qualcosa di più, influenzando prese di posizione e decisioni?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid">
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			<p>regia di <strong>Flaminia Lubin</strong><em><br />
domenica 13 dicembre 2015, h.17.00 &#8211; Sala Greenhouse</em></p>

		</div> 
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			<p>In che modo i media tradizionali influenzano l’interpretazione degli scenari di guerra in Medio Oriente? Si limitano a interpretare o fanno qualcosa di più, influenzando prese di posizione e decisioni? L’informazione in tempo di guerra, così si dice, è conflitto mediatico, si confonde sempre con la propaganda e a ogni verifica concreta c’è sempre qualcosa che non torna. Vale anche per i nuovi media? Oppure c’è da sperare che il web contribuisca a creare una cultura diversa, orientata verso la pace e l’accettazione dell’altro?</p>
<p>A queste e ad altre domande tenta di dare una risposta un documentario di grande interesse. In lingua araba, «Yalla» significa «andiamo», «Let’s do it». È un termine molto usato nello slang ebraico, anche in segno di approvazione.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia:</strong> Flaminia Lubin<br />
<strong>Produzione:</strong> GLOBAL VISION GROUP<br />
<strong>Produttore: </strong>Andrea De Marco<br />
<strong>Produttore esecutivo: </strong>Raffaella Spizzichini, Beverly Moore Ben Lulu<br />
<strong>Montaggio:</strong> Fabio Trebbi<br />
<strong>Durata:</strong> 56&#8242;<br />
<strong>Paese:</strong> Italia<br />
<strong>Anno:</strong> 2015<br />
<strong>Contatti:</strong> <a href="http://www.yallanewmediapeace.com">http://www.yallanewmediapeace.com</a></p>

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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147312187" width="1150" height="647" frameborder="0" title="Yalla! New Media and Peace (Yalla! I nuovi media e la pace)" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
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			<hr />
<p><em>“</em><em>La chiave dell’incredibile successo di Yalla è l’enorme potenza globale di internet catalizzata nei social networks. Da Ramallah l’ingegnere palestinese Mamoum Abdullah Salim, docente di nuovi media conferma: “ Tutti vogliono imparare ad usarli, credo che siano un nuovo strumento per la pace. E’ importante pero’ che le cose si muovano parallelamente anche sul territorio, non solo sul web. A questo proposito sono utili le piattaforme digitali che ospitano i blogs e che offrono soluzioni pratiche alla gente”.<br />
</em><em><em>Il documentario esplora quel che sta cambiando nel profondo della prima generazione “social”. Facebook propone sempre più giovani come la palestinese Joana, che afferma “I love Israel”, o l’israeliano Ronny che assicura “Israel loves Iran”. Inimmaginabile fino a poco tempo fa, questa rivoluzione sta scardinando le narrative dominanti. Joana e Ronny non sono casi isolati di giovani sognatori, tutt’altro. Sono un esempio della nascita di un fenomeno globale del tutto sconosciuto: I nuovi Media e la Pace</em>”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Flaminia Lubin)</p>

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		<title>HIP HOP-ERATION</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/english-hip-hop-eration/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 17:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime Fuori Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[(English) Chi ha detto che tua nonna non potrebbe divenire una star dell'Hip-Hop?Chi ha detto che tua nonna non potrebbe divenire una star dell'Hip-Hop?]]></description>
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			<p>regia di <strong>Bryn Evans</strong><em><br />
sabato 12 dicembre 2015, h.18.30 &#8211; Sala Tiglio</em></p>

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			<p>Chi ha detto che tua nonna non potrebbe divenire una star dell&#8217;Hip-Hop?<br />
Hip Hop-eration è un “character-driven documentary”, un documentario incentrato sulla vita di un personaggio. In questo caso si tratta di più personaggi, ovvero di un gruppo di anziani e del loro avventuroso viaggio verso Las Vegas per il “Campionato Mondiale di Hip-Hop”, che sarà il loro palcoscenico.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Bryn Evans<br />
<strong>Sceneggiatura:</strong> Bryn Evans<br />
<strong>Produttore:</strong> Paula Jones<br />
<strong>Produzione:</strong> Inkubator<br />
<strong>Montaggio:</strong> Peter Roberts<br />
<strong>Fotografia: </strong>Bevan Crothers<strong><br />
Distribuzione internazionale: </strong>Rise and Shine<strong><br />
</strong><strong>Durata:</strong> 93’<br />
<strong>Paese:</strong> Nuova Zelanda<br />
<strong>Anno:</strong> 2014</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="http://www.riseandshine-berlin.de">http://www.riseandshine-berlin.de<br />
</a><a href="http://hiphoperationthemovie.com">http://hiphoperationthemovie.com</a></p>

		</div> 
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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147314072" width="1150" height="647" frameborder="0" title="Hip Hop-Eration" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
		</div> 
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			<hr />
<p><em>“</em><em>Fare un film documentario quasi sempre ti porta a esplorare un territorio sconosciuto, e Hip Hop-eration non ha fatto eccezione .<br />
</em><em>Quando il produttore esecutivo Alex Lee e la produttrice Paula Jones mi hanno presentato la sinossi del film ne sono rimasto subito colpito. Questa era una storia che esplorava non solo i temi veramente universali come il bisogno di ognuno di noi di trovare uno scopo e una rilevanza nella vita, &#8211; ma anche il più universale di tutti, ovvero la vita e la morte.<br />
</em><em>Hip Hop-eration è un semplice documentario incentrato sulla vita di alcuni personaggi che racconta la storia divertente, sincera e di affermazione di un corpo di ballo di anziani (Waiheke hip-hop) e del loro viaggio verso Las Vegas per il “Campionato Mondiale di Hip-Hop”, che gli cambierà la vita.<br />
</em><em>Il film combina elementi di grande musica locale hip-hop , uno spaccato di una comunità locale dell&#8217;isola, e un cast di indimenticabili personaggi in un viaggio che rompe gli schemi della loro vita, verso la Mecca del divertimento. È stato realizzato un film meravigliosamente divertente popolare.<br />
</em><em><em>Come dice il tema musicale dice &#8230; “La vita è fatta per essere vissuta”.</em></em></p>
<p style="text-align: right;">(Bryn Evans)</p>

		</div> 
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		</div> 
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		<title>HORIZONTES  (Orizzonti)</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/horizontes-orizzonti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 17:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime Fuori Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[La danza classica a Cuba non è “solo” una nobile disciplina ma anche e soprattutto l’incarnazione di ciò che il rigore può creare di armonioso, al limite della perfezione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid">
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			<p>regia di <strong>Eileen Hofer</strong><em><br />
sabato 12 dicembre 2015, h.14.30 &#8211; Sala Tiglio</em></p>

		</div> 
	</div> 
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			<p>La danza classica a Cuba non è “solo” una nobile disciplina ma anche e soprattutto l’incarnazione di ciò che il rigore può creare di armonioso, al limite della perfezione. In un andirivieni costante dall’esterno (i pochi momenti di intimità vissuti al di fuori delle prove) all’interno della mitica sala del Gran Teatro dell’Avana, Eileen Hofer traccia il ritratto sensibile di tre ballerine nei vari momenti della loro carriera: dagli inizi pieni di speranze alla consacrazione ultima, quella di Prima Ballerina Assoluta. Le vite della giovane Amanda che si allena per passare il suo primo concorso, di Vingsay che si prepara a entrare nel Ballet National, e della veneratissima Alicia Alonso Prima Ballerina Assoluta che dirige con pugno di ferro il prestigioso Ballet Nacional de Cuba, si amalgamano come a formare un nodo indissolubile. Ciò che colpisce è l’incredibile somiglianza nelle traiettorie vitali di ognuna di loro, come se insieme formassero una sola ed unica entità. Questa uniformazione, presente malgrado le emozioni, i successi, le speranze, si riflette nelle poche immagini di Cuba, anche loro immutabili, testarde.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong><strong>Regia:</strong> </strong>Eileen Hofer<strong><br />
<strong>Produzione: </strong></strong>Intermezzo Films, Genève: Aline Schmid / Eileen Hofer<strong><br />
<strong>Montaggio:</strong> </strong>Damian Plandolit / Valentin Rotelli<strong><br />
<strong>Fotografia:</strong> </strong>Grégory Bindschedler<strong><br />
<strong>Distribuzione Internazionale:</strong> </strong>Taskovski Films<strong><br />
<strong>Durata:</strong> </strong>70’<strong><br />
<strong>Paese:</strong> </strong>Svizzera<strong><br />
<strong>Anno:</strong> </strong>2015<strong><br />
</strong></p>
<p><strong><strong>Contatti:</strong> </strong><a href="http://www.taskovskifilms.com">http://www.taskovskifilms.com</a><br />
<a href="http://www.horizontes-film.ch">http://www.horizontes-film.ch</a> <strong><br />
</strong></p>

		</div> 
	</div> 
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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147314832" width="1150" height="647" frameborder="0" title="Horizontes (Orizzonti)" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
		</div> 
	</div> 
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			<hr />
<p><em>“Ho sempre ammirato i caratteri forti, le fenici che si innalzano dalle loro ceneri. Ho grande rispetto per le persone che superano le difficoltà, non solo per obbligo, ma per passione, per una necessità vitale. Le loro storie mi motivano a tirarmi su il morale e rimboccarmi le maniche quando sono giù di morale. Tre anni fa, quando ho sentito parlare di questa straordinaria ballerina, sono rimasta subito affascinata dal suo incredibile destino. E quando mi sono documentata di più sulla vita di Alicia Alonso, sono stata subito attratta da questa donna, che, superando la sua crescente cecità, ha scalato montagne per raggiungere il cielo.<br />
A volte spaventosa, a volte eccezionale, Alicia Alonso ai miei occhi è unica nel suo genere: una delle migliori ballerine del mondo, un genio in tutto il suo rigore, paragonabile ad un Maurice Béjart o un Yves Saint Laurent nel mondo della moda.<br />
Horizontes dipinge un ritratto di tre donne di tre generazioni. Ciascuna con il proprio corpo: il più giovane ancora determinato a padroneggiare la pirouette, l&#8217;altro, che ipnotizza il pubblico con le sue abilità, capacità e virtuosismi, e il più anziano che si lamenta profondamente per il decadimento del suo bene più prezioso: il suo corpo.<br />
Queste tre ballerine sono la prova della loro determinazione e fanno luce sulla cultura di Cuba. L’obiettivo comune delle tre donne? Lottare sempre al di sopra e al di là dei limiti dei loro orizzonti”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Eileen Hofer)</p>

		</div> 
	</div> 
		</div> 
	</div> 
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>THE MAN WHO MENDS WOMEN  (L’uomo che cura le donne)</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/the-man-who-mends-women-luomo-che-cura-le-donne/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 17:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime Fuori Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vincitore del Premio Sakharov2014, il dottor Mukwege è conosciuto a livello internazionale come l'uomo che ha curato migliaia di donne che sono state violentate durante i 20 anni di conflitti nell'est della Repubblica Democratica del Congo , uno dei paesi più poveri del pianeta , nonostante il suo ricchissimo sottosuolo.]]></description>
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			<p>regia di <strong>Thierry Michel</strong><em><br />
venerdì 11 dicembre 2015, h.14.30 &#8211; Sala Tiglio</em></p>

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			<p>Il vincitore del Premio Sakharov2014, il dottor Mukwege è conosciuto a livello internazionale come l&#8217;uomo che ha curato migliaia di donne che sono state violentate durante i 20 anni di conflitti nell&#8217;est della Repubblica Democratica del Congo , uno dei paesi più poveri del pianeta , nonostante il suo ricchissimo sottosuolo.<br />
La sua lotta senza fine per porre fine a queste atrocità e denunciare l&#8217;impunità di cui godono gli aggressori ha fatto che si che non fosse mai il benvenuto in quelle terre..<br />
Alla fine del 2012 , il Dottore è stato il bersaglio di un attentato alla sua vita ,dal quale è miracolosamente sopravvissuto .<br />
Minacciato di morte , questo medico con una storia eccezionale ora vive in clausura nel suo ospedale di Bukavu sotto la protezione delle forze di pace delle Nazioni Unite .<br />
Ma non è più solo nella sua lotta. Le donne a cui ha restituito l&#8217;integrità fisica e la dignità , combattono al suo fianco per la pace , affamate di giustizia.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Thierry Michel<strong><br />
<strong>Sceneggiatura:</strong> </strong>Thierry Michel, Colette Braeckman, Christine Pireaux<strong><br />
<strong>Produzione: </strong></strong>Co-produzione <em>Les Films de la Passerelle </em>Thierry Michel e Christine Pireaux <em>Ryva Production </em>Eric Van Zuylen<strong><br />
<strong>Montaggio:</strong> </strong>Idriss Gabel<strong><br />
<strong>Fotografia:</strong> </strong>Michel Téchy, Thierry Michel <strong><strong><br />
Distribuzione Internazionale: </strong></strong>Cat&amp;Docs<strong><strong><br />
</strong><strong>Durata:</strong> </strong>112’<strong><br />
<strong>Paese:</strong> </strong>Belgio<strong><br />
<strong>Anno:</strong> </strong>2015<strong><strong><br />
</strong><strong>Contatti:</strong> </strong><a href="http://www.catndocs.com">http://www.catndocs.com</a> <strong><br />
</strong><a href="http://mukwege-themovie.com/lefilm.html">http://mukwege-themovie.com/lefilm.html</a> <strong><br />
</strong></p>

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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147313059" width="1150" height="647" frameborder="0" title="The Man Who Mends Women (L&#039;uomo che cura le donne)" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
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			<hr />
<p><em>“</em><em>Ho viaggiato lungo il fiume e attraverso la storia di questo grande paese di cui in qualche modo sono diventato il cronista per circa una ventina d’anni e dieci film. Durante questo periodo di riprese, ho filmato le tragiche circostanze in cui vivono le donne del Congo, vittime di stupri e mutilazioni, progettati per devastare l’unione sociale delle famiglie e delle comunità a cui esse appartengono.<br />
Avevo raccolto non solo la testimonianza di un enorme numero di vittime, ma anche le storie senza senso di stupratori, tra cui i Mai-Mai militia, che incoraggiano questo comportamento, descrivendo se stessi cani rabbiosi capaci di compiere le violenze più feroci ai danni di queste donne disarmate.<br />
</em><em><em>Questi sono i motivi che mi hanno spinto a voler filmare il percorso di uno di questi medici, nel cuore di questa regione di grandi laghi, che è teatro di violenze politiche, lotte interne e guerre etniche in cui le donne sono le principali vittime. Questo medico, il medico Mukwege, svolge, in provincia di Kivu, un lavoro eccezionale, con una determinazione assoluta.<br />
Questo progetto è e deve essere di esempio, come il medico Mukwege che è un personaggio straordinario, non solo per l&#8217;Africa, ma per tutto il mondo dell’impegno umanitario</em>”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Thierry Michel)</p>

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		<title>L’INFINITA FABBRICA DEL DUOMO</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 16:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Omaggio a Rai Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[“L‟infinita Fabbrica del Duomo” racconta la storia della nascita e del continuo mantenimento del Duomo di Milano attraverso i secoli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid">
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			<p>regia di <strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti</strong><em><br />
sabato 12 dicembre 2015, h.19.00 &#8211; Sala Greenhouse</em></p>

		</div> 
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			<p>“L‟infinita Fabbrica del Duomo” racconta la storia della nascita e del continuo mantenimento del Duomo di Milano attraverso i secoli. Primo atto della quadrilogia “Spira Mirabilis” che affronta il concetto di immortalità attraverso gli elementi della natura, L‟infinita Fabbrica del Duomo rappresenta l‟elemento della terra.<br />
Attraverso una prospettiva poetica e dal forte impatto visivo, il film segue le fasi e i lavori che la conservazione del Duomo richiede: dall‟estrazione del marmo, al cantiere marmisti, all‟Archivio storico, alla Cattedrale stessa. Marmisti, muratori, carpentieri, fabbri, restauratori, orafi: questa straordinaria, ma costante concentrazione di attività è filmata alla luce della sacralità di un monumento che vive di tempi, ritmi, calendari, aspirazioni che si fondono e trascendono il lavoro umano e assume così un nuovo valore simbolico.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Soggetto:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Produzione:</strong> </strong>Montmorency Film<strong><br />
<strong>In collaborazione con:</strong> </strong>RAI CINEMA<strong><br />
<strong>Montaggio:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Fotografia:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi<strong><br />
<strong>Durata:</strong> </strong>74’<strong><br />
<strong>Paese:</strong> </strong>Italia<strong><br />
<strong>Anno:</strong> </strong>2015<strong><br />
</strong></p>
<p><strong><strong>Contatti: </strong></strong><a href="mailto:montmorencyfilm@yahoo.it">Montmorency Film</a><strong><br />
</strong></p>

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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147310283" width="1150" height="647" frameborder="0" title="L&#039;infinita fabbrica del Duomo" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
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			<hr />
<p><em>“L‟anonima, umile, operosa e quotidiana cura che una struttura come il Duomo ha richiesto e ancora richiede, rivela quella grandiosità dell‟agire umano in grado di travalicare il tempo e le generazioni e di racchiudere in se stessa un grande sentimento umanista. “L‟infinita fabbrica del duomo” è un poema visivo, un‟epopea degli umili che prova a restituire un disegno talmente vario e complesso, un disegno i cui passaggi segreti non possono essere forzati o aperti dalla semplice volontà e che una mente sola non può afferrare, ma che può essere suggerito grazie alla potenza del racconto per immagini.<br />
Provare a filmare e restituire la cura, la laboriosità e la bellezza del tempo e delle storie umane è la sfida del nostro film”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Massimo D’Anolfi e Martina Parenti)</p>

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		<title>MATERIA OSCURA</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 16:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Omaggio a Rai Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[Materia oscura, racconta un luogo di guerra in tempo di pace. 
Lo spazio del film è il Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, regione della Sardegna compresa tra le province di Cagliari e Nuoro, dove per oltre cinquanta anni i governi di tutto il mondo hanno testato "armi nuove" e dove il governo italiano ha fatto brillare i vecchi arsenali militari compromettendo inesorabilmente il territorio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid">
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			<p>regia di <strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti</strong><em><br />
sabato 12 dicembre 2015, h.17.15 &#8211; Sala Greenhouse</em></p>

		</div> 
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			<p>Materia oscura, racconta un luogo di guerra in tempo di pace.<br />
Lo spazio del film è il Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, regione della Sardegna compresa tra le province di Cagliari e Nuoro, dove per oltre cinquanta anni i governi di tutto il mondo hanno testato &#8220;armi nuove&#8221; e dove il governo italiano ha fatto brillare i vecchi arsenali militari compromettendo inesorabilmente il territorio. All’interno di questo spazio il film compone tre movimenti.<br />
Il primo movimento segue l’indagine di un geologo che tenta di rintracciare l’inquinamento causato dalle sperimentazioni militari.<br />
Il secondo movimento mostra una ricerca attraverso gli archivi cinematografici del poligono che hanno visto protagonisti le armi e gli esplosivi di tutto il mondo.<br />
La terza e ultima parte racconta il lavoro di due allevatori, un padre e un figlio e del loro rapporto con la terra, gli animali e con un passato profondamente segnato dall’attività bellica.<br />
Materia oscura, racconta questo luogo silenziosamente avvelenato evocandone la tragicità grazie alla forza del racconto per immagini. E tra montagne e mare, passato e presente viene costantemente messa in scena una “guerra immaginaria” che sembra non aver fine.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Soggetto:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Produzione:</strong> </strong>Montmorency Film<strong><br />
<strong>In collaborazione con:</strong> </strong>RAI CINEMA<strong><br />
<strong>Con il sostegno del:</strong> </strong>Programma MEDIA dell’Unione Europea<strong><br />
<strong>Con il sostegno di: </strong></strong>Associazione Corso Salani<strong><br />
<strong>Montaggio:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Fotografia:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi<strong><br />
<strong>Durata:</strong> </strong>80’<strong><br />
<strong>Paese:</strong> </strong>Italia<strong><br />
<strong>Anno:</strong> </strong>2013</p>
<p><strong>Contatti: </strong><a href="mailto:montmorencyfilm@yahoo.it">Montmorency Film</a></p>

		</div> 
	</div> 
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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147310042" width="1150" height="647" frameborder="0" title="Materia Oscura" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
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	</div> 
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			<hr />
<p><em>“</em><em>Materia oscura è un film sulla devastante convivenza tra gli elementi della natura &#8211; uomini compresi &#8211; e la &#8220;fabbrica della guerra&#8221;. Siamo dentro il Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, nel cuore dell&#8217;Europa e tra queste montagne e in questo mare a sparare i propri missili sono venuti tutti: nazioni e aziende, pubblico e privati, militari e civili.<br />
</em><em>E adesso l&#8217;aria, il mare, la terra, le piante, gli animali, le persone, il cibo di questo angolo di mondo sono profondamente compromessi. Il nostro è un film d’osservazione: la telecamera puntata su ciò che accade davanti ai nostri occhi e le nostre orecchie. Il racconto procede secondo una struttura narrativa che combina pensiero razionale ed emotivo per dare vita a un affresco poetico che, anche grazie all’archivio dei militari, mostra le responsabilità che gli uomini hanno nei confronti degli spazi in cui vivono, transitano o di cui sono semplicemente ospiti passeggeri.<br />
</em><em>Abbiamo tentato di fare un film che esplorasse l’invisibile e l’impossibile: l’invisibile di una minaccia mortale non ancora riconosciuta scientificamente e l’impossibile di un luogo inviolato in nome della ragion di stato.<br />
</em><em><em>Materia oscura, attraverso una scrittura flessibile, plurale, che non teme deviazioni, brusche interruzioni, esplosioni e improvvise contrazioni, mostra un luogo dove la vita sembra non valere nulla</em>”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Massimo D’Anolfi e Martina Parenti)</p>

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	</div> 
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</div>
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		<title>IL CASTELLO</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/il-castello/</link>
		<comments>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/il-castello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 16:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Omaggio a Rai Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[Il castello è un film che racconta un anno dentro l’aeroporto intercontinentale di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia, le procedure e il controllo mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano.]]></description>
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			<p>regia di <strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti</strong><em><br />
sabato 12 dicembre 2015, h.15.00 &#8211; Sala Greenhouse</em></p>

		</div> 
	</div> 
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			<p>Il castello è un film che racconta un anno dentro l’aeroporto intercontinentale di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia, le procedure e il controllo mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano. L’aeroporto è un luogo strategico in cui si concentrano tutte le forze dell’ordine esistenti in un paese. Qui si sperimentano le nuove forme del controllo: un laboratorio permanente sulla sicurezza come nessun altro spazio pubblico riesce ad essere. Servizi Segreti italiani e stranieri, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza, Guardie giurate, cani anti droga anti valuta e anti esplosivo, telecamere ovunque e la paura sempre alimentata di un pericolo sconosciuto in arrivo.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Soggetto:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Produzione:</strong> </strong>Montmorency Film<strong><br />
<strong>In collaborazione con:</strong> </strong>RAI CINEMA<strong><br />
<strong>Con il contributo di:</strong> </strong>Lines<strong><br />
<strong>Montaggio:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<strong><br />
<strong>Fotografia:</strong> </strong>Massimo D’Anolfi<strong><br />
<strong>Distribuzione internazionale:</strong> </strong>GA&amp;A <strong><br />
<strong>Durata:</strong> </strong>90’<strong><br />
<strong>Paese:</strong> </strong>Italia<strong><br />
<strong>Anno:</strong> </strong>2011<strong><br />
<strong>Contatti: </strong><a href="mailto:montmorencyfilm@yahoo.it">Montmorency Film</a><br />
</strong></p>

		</div> 
	</div> 
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		<div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_heading_bg"><h4 class="wpb_heading wpb_video_heading">Trailer</h4></div><div class="wpb_video_wrapper"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/147309752" width="640" height="360" frameborder="0" title="Il castello" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
		</div> 
	</div> 
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			<hr />
<p><em>“Abbiamo deciso di girare un film in un aeroporto intercontinentale perché crediamo che sia il luogo in cui, meglio che altrove, si riesce a comprendere l’ossessione per la sicurezza, la paura dell’altro e la strategia del controllo che pervadono il nostro presente. Ogni aeroporto è percorso da un doppio movimento: da un lato c&#8217;è il flusso provvisorio, multiforme e conosciuto delle persone che viaggiano, dall&#8217;altro il ciclo continuo, ripetitivo e sconosciuto dei lavoratori e dei loro strumenti. Lo sguardo del film è rivolto ai luoghi normalmente inaccessibili e invisibili perché è nel loro rivelarsi e nel loro stabilire un rapporto con ciò che si conosce che il mosaico si fa completo e che si spiega l&#8217;indissolubile legame tra controllore e controllato, tra programmazione e casualità, tra sicurezza e paure reali o costruite. Scegliamo di seguire il lavoro delle forze dell’ordine, non per sposarne il punto di vista, ma per consentire al nostro sguardo di rimanere sospeso in equilibrio tra il forte e il debole, tra il legale e l’illegale, tra chi esercita il potere e chi è costretto a subirlo.<br />
Il castello è un film d’osservazione: mettiamo la nostra macchina da presa sul cavalletto e la puntiamo per cercare di capire le cose che accadono davanti ai nostri occhi e alle nostre orecchie. Diamo alle immagini, al film una struttura, combinando pensiero razionale ed emotivo”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Massimo D’Anolfi e Martina Parenti)</p>

		</div> 
	</div> 
		</div> 
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</div>
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		<title>TRE VOLTE GERUSALEMME Omaggio a Franco Scaglia</title>
		<link>https://www.visionidalmondo.it/archivio-2015/tre-volte-gerusalemme-omaggio-a-franco-scaglia/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 16:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Omaggio a Rai Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Film]]></category>

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		<description><![CDATA[Il documentario scava nei profondi significati simbolici di Gerusalemme in compagnia di tre intellettuali e studiosi: Franco Scaglia, Wlodek Goldkorn e Gabriele Tecchiato, un cristiano, un musulmano e un ebreo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid">
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			<p>regia di <strong>Simone Aleandri</strong><em><br />
domenica 13 dicembre 2015, h.15.00 &#8211; Sala Greenhouse</em></p>

		</div> 
	</div> 
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			<p>Il documentario scava nei profondi significati simbolici di Gerusalemme in compagnia di tre intellettuali e studiosi: Franco Scaglia, Wlodek Goldkorn e Gabriele Tecchiato, un cristiano, un musulmano e un ebreo. Un viaggio attraverso le tre dimensioni dello spazio, tempo e spirito che si dipana sulla scia delle tracce storiche e spirituali che Gesù ha lasciato nella città contesa dalle tre religioni, alla ricerca di un ideale di armonia che per paradosso si nasconde nella “città della pace” &#8211; perché questo è il significato del nome di Gerusalemme, martirizzata come Gesù.</p>
<hr />
<p><strong><span style="background:#F96E5B; color:#f8f8f8;">SCHEDA TECNICA</span></strong></p>
<p><strong>Regia: </strong>Simone Aleandri<strong><br />
<strong>Da un’idea di: </strong></strong>Wlodek Goldkorn, Franco Scaglia, Gabriele Tecchiato<strong> <strong><br />
Produzione:</strong> </strong>RAI CINEMA e Digital Studio<strong><br />
<strong>Produttore:</strong> </strong>Alex Ponti<strong><br />
<strong>Montaggio:</strong> </strong>Benedetto Sanfilippo<strong><br />
<strong>Fotografia:</strong> </strong>Sandro Bartolozzi<strong><strong><br />
</strong><strong>Durata:</strong> </strong>60’<strong><br />
<strong>Paese:</strong></strong> Italia<strong><br />
<strong>Anno:</strong> </strong>2014<strong><br />
</strong></p>

		</div> 
	</div> 
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			<hr />
<p><em>“Un viaggio nelle tre dimensioni dello spazio, del tempo, dello spirito che si dipana seguendo le tracce storiche e spirituali che Gesù ha lasciato nella città contesa da Cristiani, Ebrei e Musulmani, una città dove tutto è vero e al contempo falso, dove le cose hanno avuto luogo ma mai nel posto e nel tempo stabiliti, come se il “qui e ora” fosse sempre un “non qui, non ora”…<br />
“Tre volte Gerusalemme” procede quindi non da una volontà di celebrazione ma dall’urgenza, resa quanto mai attuale dal momento storico che viviamo, di individuare l’hic et nunc, il qui e ora, del messaggio di Gesù e di tentare una sintesi del suo significato oggi nel luogo dove tutto oltre duemila anni fa cominciò e dove tutto ancora continua”.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Simone Aleandri)</p>

		</div> 
	</div> 
		</div> 
	</div> 
</div>
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